Viaggio nei settori giovanili italiani: Juventus parte 2

“E’ normale che la selezione nei ragazzi viene fatta…magari nel valutare, si fa selezione involontaria sulla prontezza”. Durante la stesura della mia tesi di laurea, ho avuto l’opportunità di intervistare un dirigente della Juventus  che mi disse queste parole, ed è proprio partendo da qui che credo sia doveroso riprendere il nostro viaggio all’interno di questo club.

Dopo aver appurato come l’effetto dell’età relativa (RAE)  sia fortemente presente nelle categorie dell’attività di base, oggi andremo a porre l’attenzione sulle categorie giovanili che prendono parte ai campionati nazionali, tentando anche di comprendere quale sia il fine ultimo, di un settore giovanile cosi importante come quello bianconero.

Abbiamo analizzato le rose delle categorie U15 – U16 – U17 e Primavera, della stagione 2016/17. Prendendo in esame solamente i 77 giocatori italiani, cosi da poter capire quale fosse il frutto del lavoro di anni di settore giovanile.

Andiamo a vedere i nostri grafici : il primo dove è presente ogni singolo mese  ed il secondo dove i mesi per trimestre sono raggruppati in quartili.

Anche in queste categorie prese in esame, il Relative Age Effect è fortissimo. Ed il dubbio che la Juventus forse tenda a selezionare i propri ragazzi con una malintesa meritocrazia, non mettendo al primo posto la “costruzione” dei calciatori, si fa sempre più grande e presente.

Puntano alla vittoria dimenticandosi il vero obiettivo del settore giovanile? Sono consapevoli di selezionare in questo modo i loro futuri “talenti”? Lavorando cosi, siamo sicuri che si stia investendo nel modo migliore, sui  giovani e  plausibili futuri calciatori della prima squadra?

Dopo aver analizzato tutto il movimento giovanile bianconero dai bambini dei Piccoli amici fino ad arrivare alla Primavera, davvero faccio un’enorme fatica a comprendere quali siano i vantaggi del lavorare in questo modo e soprattutto perché la società più importante d’Italia (sia chiaro non di certo l’unica a lavorare in questo modo, ma che di certo rispecchia il lavoro di un intero movimento) investa nel proprio futuro con queste modalità.

Sempre il dirigente che ho potuto intervistare ci toglie ogni possibile dubbio, ci chiarisce quale sia il motivo di queste selezioni, a mio avviso sciagurate, e quanto il reale fine ultimo di un settore giovanile, ovvero, la formazione, sia lontano da ciò che realmente accade.

Sono emblematiche queste sue parole: “ nei tornei dove la Juventus è invitata si aspettano che il gruppo risponda a dei requisiti … e se non tenessimo conto di questo …. inviti e blasone scenderebbero”

Quindi, tirando le somme, i ragazzi e i loro bisogni si trovano inevitabilmente ai margini di ogni reale progetto di sviluppo, mentre a dominare è la necessità da parte della società di costruire rose per vincere e mantenere ai vertici il nome del club, anche nelle competizioni dei bambini o dei ragazzi, frutto questo dell’avvenuta trasformazione del calcio giovanile in un calcio dei grandi in miniatura.

E per far questo vengono selezionati i ragazzi più pronti in quel momento, quelli che sembrano i più forti, ma che in realtà traggono  beneficio soltanto dai vantaggi psico-fisici momentanei.

Dati drammatici e dichiarazioni che cancellano inevitabilmente tutte le che ci vengono costantemente raccontate.

Questo è ciò che accade nel settore giovanile della Juventus. Questi sono i reali obiettivi del loro settore giovanile. Queste sono le modalità scelte per investire nei giovani talenti italiani. 

Il buio.

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