Svizzera: il Basilea protegge i talenti

Siamo oramai ben indirizzati sul discorso delle differenze di maturità tra i singoli ragazzi, possiamo quindi iniziare a mettere per la prima volta il naso fuori dai confini italiani. Iniziamo a farci un’ idea reale di cosa davvero avviene nel calcio giovanile fuori dal nostro paese, cominciamo a capire quale sia la vera posizione occupata dal nostro movimento se confrontata con l’estero.

Questa nostra avventura inizia dalla Svizzera, più esattamente dalla terza città svizzera per numero di abitanti, ben 176.000, Basilea.

Dalla lettura di un articolo del giornale BZ Basel, ho potuto scorgere un iniziativa davvero interessante.

Il Basilea è uno dei club più titolati della nazione ed uno di quei club sempre presenti nella Uefa Champions League ma soprattutto,nel panorama Europeo uno dei club più attenti ai giovani.

Se si crede che nel settore giovanile del Basilea, sulla falsa riga di quello che avviene in Italia, l’importante sia vincere titoli  o inseguire vittorie che portino blasone al club, bé si è assolutamente fuori strada. Qui l’unico fine del settore giovanile è formare uomini, molti dei quali arriveranno in prima squadra, perché è questo ciò che vogliono, il loro obiettivo.

Anche in Italia tutti gli addetti ai lavori  si riconosceranno in questo scopo. Ma c’è davvero una bella differenza tra le belle parole e farlo realmente.

L’ASF (Federazione Svizzera) consapevole dell’inutile discriminazione legata al Relative Age Effect, e cosciente che i bambini nati all’inizio dell’anno possono sfruttare un vantaggio ingiusto ed immeritato rispetto ai loro coetanei nati negli ultimi mesi essendo momentaneamente superiori fisicamente e mentalmente, per evitare che gran parte dei talenti vengano tagliati fuori fin dal principio senza reali motivazioni, ha inserito una regola che prevede che 1/4 della squadra deve essere nata nel secondo semestre.

Nel Basilea i ragazzi degli ultimi mesi dell’anno e/o con un ritardo nella maturazione sono una grande risorsa!

In questo club a funzionare è prima di tutto la testa! Qui non si discrimina, qui non si scartano bambini talentuosi perché bassi, piccoli o magri, qui chi si occupa di selezioni è preparato! Qui non si va contro la società stessa, si rema tutti nella stessa direzione.

Nel Basilea si danno a tutti le stesse opportunità non ci sono preconcetti o stupidaggini del tipo: tu sei alto giochi  difensore o attaccante, tu più basso sei un ala…Qui giocano tutti, in tutti i ruoli e con lo stesso minutaggio!

Il loro segreto è racchiuso tutto qui: Hanno visto che  1/3 dei bambini che giocavano nell’under 11 andavano incontro al drop- out, e si sono detti che più saranno in grado di portare con loro nel tempo questi ragazzi nelle categorie più grandi e più il pericolo dell’abbandono della pratica sportiva calerà.

Bisogna proteggere i talenti.

A proposito di talenti:

Un altro aspetto degno di nota è l’iniziativa “Tschudimatte”, dove ogni anno circa 800 ragazzi si trovano a giocare a calcio e non solo, avendo come guide  anche i formatori del Basilea. Qui i bambini possono giocare e far parte della grande famiglia del Basilea ( che naturalmente non potrebbe far accedere un numero così alto di giovani nelle strutture centrali del club). Questa iniziativa è volta anche a selezionare quei ragazzi che dimostrano di avere le qualità giuste per accedere al club. Da segnalare è il percorso dei figli di ex-calciatori, i quali non godono di nessun privilegio, come invece avviene in Italia con i vari figli d’arte, ma devono dimostrare di meritarselo, perché l’opportunità di entrare in una squadra importante non può essere concessa a tutti.

Prima tappa, primo esempio,primo confronto e… l’Italia ne esce subito malissimo. 

Questo è un progetto giovane appena partito ci vorranno degli anni per raccogliere i frutti, ma la Svizzera lavora sulle tematiche già da tempo. Ora è ancora periodo di semina, ma quando si passerà alla raccolta avranno tanti prodotti e soddisfazioni.

Italia ci senti? dove sei?

 

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