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Serie A avvisata, mezza salvata. A cosa ha portato il lavoro errato dei settori giovanili italiani.

Selezioni, passi a setaccio ogni singola annata, opti sempre per i ragazzi che usufruiscono degli stessi vantaggi psico-fisici, costruisci rose per vincere il trofeo ed evitare le “ brutte figure” e ti ritrovi inevitabilmente con la gran parte di possibili calciatori, e perché no talenti, che in chissà quale categoria sono stati fatti fuori solo perché in quel periodo della loro vita, non potendo usufruire di vantaggi che li facessero risultare più forti dei propri coetanei e non potendo così garantire il risultato e la vittoria alle società,  sono stati scartati.

Ecco perché troviamo che gli italiani che militano in serie A sono quasi tutti nati nei primi mesi dell’anno.

E facendo un confronto storico il dato che ne esce risulta come minimo drammatico.

Abbiamo preso in esame solamente i giocatori italiani, cosi da poter capire quale fosse il frutto del lavoro di anni di settore giovanile.

Iniziamo partendo dall’annata 1966-67 fino ad arrivare all’annata 2006-07. (inserendo i grafici,  dove i mesi per trimestre sono raggruppati in quartili e solamente in seguito, per la stagione 2016/17 sarà presente anche il grafico per ogni singolo mese, cosi da avere un quadro ancor più nitido).

Ed  infine concentriamoci sull’annata 2016/17.

Qui possiamo invece vedere l’andamento da un punto di vista statistico, volto a chiarirci bene le idee.

Da questi dati storici emerge come  il RAE  in Serie A sia sempre stato presente nei  50 anni considerati e, soprattutto,  come sia netto il forte aumento registrato nelle ultime stagioni.

L’aver trasformato le tappe dei settori giovanili in un “calcio dei grandi” in miniatura, ha fatto si che la grande maggioranza dei  giocatori che arrivano in serie A sono quelli nati nei primi mesi dell’anno, quelli che erano i più forti nelle giovanili, che facevano vincere i trofei o evitare sconfitte eccessive, ma non i più forti a lungo termine.

i numeri parlano chiaro e siamo in una situazione così tragica che tra qualche anno ci troveremo con una serie A dove gli italiani in rosa saranno esclusivamente dei primi mesi dell’anno (basta vedere le attuali selezioni fatte nelle categorie dell’attività di base o nelle squadre Under).

Si cercano soluzioni alla crisi del calcio italiano, e la risposta che il movimento dà, ma non dice, perché si guarda bene dal renderla nota è: restringere il bacino da cui attingere.

Siamo sulla buona strada,  complimenti!

“Grafici tratti dalla mia tesi di laurea: “La crisi del calcio giovanile in Italia: Effetto età relativa ed altre cause”

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