Se Il Belgio Chiama: Io Rispondo.

In questi anni di studio, domande, approfondimenti, vicino a me anche se non fisicamente, ho avuto la fortuna o meglio l’onore, di poter avere una bussola o meglio la Bussola: La Federazione Belga.

Metà Ottobre, a Roma, si respirava ancora una piacevole aria di fine Estate – inizio Autunno, quando, armandomi di zaino, passione e portando con me tutte le emozioni di cui ogni essere umano è “dotato”, parto per il Belgio direzione Tubize.

La Federazione Belga aveva deciso di invitarmi, nella loro Coverciano, appunto Tubize, per confrontarsi con me e facilitare il più possibile il mio apprendimento riguardo a ciò che ha reso una nazione di soltanto 11 milioni di abitanti, il movimento calcistico, ad oggi, più importante al mondo. Primi nel Ranking fifa. Primi.

Arrivo a Bruxelles a metà mattina e la prima cosa che il proprietario di un ristorante del posto esclama è: “hai preso la giornata più soleggiata degli ultimi mesi” esplodendo in una risata contagiosa. Non poteva essere un’avventura banale quella che mi aspettavo a vivere, pensai. E così andò: Non banale.

Martin’s Red, il nome dell’Hotel che mi ha ospitato in quei giorni, l’Hotel della nazionale di calcio Belga, un Hotel museo per capirci. Al mio arrivo i giocatori della nazionale si accingevano a partire per l’amichevole prevista in serata, contro i cugini olandesi. Sfilarono uno dopo l’altro di fronte a me. Elettrizzante è il termine più appropriato da usare.

Il giorno dopo mi reco al campo di allenamento e ad accogliermi c’era lo staff nazionale U15 al completo. Erano giornate di selezioni per questa categoria.

Non sono una “gold generation” ma una programmazione continua e soprattutto, l’attuazione di un motto, nella vita reale: “Non perdere nessuna pedina”…. “Non perdere nessuna pedina”…. da ripetere all’infinito come un mantra. Questo il loro vero segreto.

Parlare con gli addetti ai lavori sul modo di lavorare con i ragazzi, capire pienamente come si stia lavorando in termini di selezione e sviluppo del talento, mi ha confermato quanto lavoro in Italia ci sia ancora da fare. Avete presente il film ritorno al futuro? Ecco in quei giorni sono stato, letteralmente catapultato nel futuro. Avanguardia ed umiltà i loro punti di forza.

Capirete bene come non possa entrare nei particolari delle cose a me riferite, o che ho potuto scovare ed “appuntare” con gli occhi…Ma quello che ho vissuto mi ha fatto fare uno scatto professionale e personale non indifferente. Un’esperienza davvero formativa ed unica.

Vorrei chiudere questo breve articolo citando uno dei responsabili dello sviluppo del calcio belga, che durante una nostra chiacchierata, mi disse: “Daniele, perché in Italia continuate a selezionare i ragazzi in maniera così precoce….davvero ancora pensate che il talento sia visibile in giovane età?”

Tiziano Ferro direbbe: La differenza tra me e te! 🙂

THOUGHT-PROVOKING.

 

 

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