Dove sono i fantasisti italiani? Rai 2, Antidoping “la verifica del reale”.

Domenica 22 Ottobre , su Rai 2, subito dopo la domenica sportiva è andata in onda la puntata della nuova interessante ed avvincente rubrica, “Antidoping”. Antidoping “La verifica del reale” questo è il nome completo della trasmissione che come ben chiarito dall’ottimo conduttore Alessandro Antinelli, si è occupata in questa puntata  di indagare su di un vero e proprio delitto: Chi ha ucciso la fantasia nel calcio italiano? la domanda principale è stata la seguente: i fantasisti in Italia non nascono più oppure li “strozzano” nella culla?

Ospiti illustri, tematiche mai più centrali e continua ricerca di risposte e possibili soluzioni sono stati gli ingredienti principali.

L’ultimo vero fuoriclasse italiano, Antonio Cassano ospite della trasmissione, con uno dei suo fantastici passaggi ci offre un pallone dorato, un assist da non sprecare.

“La fantasia l’hanno uccisa quei tipi di allenatori che pensano solo ed esclusivamente ai moduli, al tipo di gioco, a fare quello che decidono loro….Io mi ricordo Sacchi era uno di quelli a cui il fantasista non piaceva…ma nel 94 un fantasista di nome Baggio l’ha portato alla finale mondiale…oppure Ancelotti, all’inizio della sua carriera non gli piaceva Zola e non ha preso Baggio…. ma poi al Milan ha vinto tutto con i fantasisti. I fantasisti sono la fortuna degli allenatori…Il fantasista mette in ombra l’allenatore, i propri compagni, perché il fantasista per me è un genio, risolve le partite…gli devi lasciare lo spazio e “fare quello che gli pare”…Il fantasista può si creare dei problemi, ma fa vincere le partite ed è un giocatore diverso da tutti gli altri”.

Ancora Cassano dice:

“I calciatori di strada come lo sono stato io, come lo è stato Totti, questa gente qua, che venivamo veramente dalla strada, giocavamo sulle pietre, sull’asfalto a sbucciarci le ginocchia… non ci sono più….adesso non ci sono più!! Tutti questi ragazzini qua, vanno già alle scuole calcio….Ipad ed altre cose tecnologiche…il calcio lo considerano un hobby… invece il calcio dev’essere passione e divertimento…Adesso c’è un involuzione clamorosa, c’è pochissima “roba” in giro, soprattutto in Italia…e tutti continuano ad andare sullo stesso trend: organizzazione, correre…”.

“Il campionato italiano mi annoia perhé vedi delle partite, tra scapoli e ammogliati….Una noia mortale….La qualità dell’Italia e dei calciatori Italiani, secondo me è molto, molto bassa. Poi sento l’intervista di Ventura, di quello, di quell’altro e dicono: stiamo migliorando, c’è la nuova generazione….Di cosa? La nuova generazione di che?….La nuova generazione ce l’ha la Spagna, ce l’ha il Brasile, ce l’ha la Germania!… Ma l’Italia dove va?”

Oltre al fenomeno di Bari vecchia, ad intervenire sono stati altri addetti ai lavori.

Ancelotti come ci aveva detto Zola sottolinea il fatto che il calcio sia cambiato , più veloce e meno spazi ed aggiunge che per far valere la tecnica bisogna essere veramente molto bravi. La tattica è più importante per il gioco difensivo, perché per quello offensivo , la creatività, l’istinto, l’abilità è più importante….

Pietro Maiellaro (ex calciatore) dice : “Non si gioca più a calcio per strada!…Prima giocavamo tutti per strada, le nostre madri erano sempre in pena…la strada è stata fondamentale, dovevi smarcare anche le macchine per salvarti, giocavi di tutto, palloni velocissimi, palloni lanciati in aria….e  più ce l’avevi ai piedi e più eri bravo ora più ce l’hai ai piedi e più ti martellano!!!”

Alino Diamanti si trova sulla stessa lunghezza d’onda: ” I calciatori di strada non ci sono più, ora stanno davanti alle televisioni all’Ipad..davanti alle cagate….noi giocavamo dalla mattina alle 7 alla sera a mezzanotte”.

Luigi Garlando (Gazzetta dello sport) : “I bambini crescevano negli oratori adesso a 6- 7 anni sono già nelle scuole calcio…L’istinto che ti dettava le giocate in un oratorio o un campetto di periferia..dove assecondavi solo la voglia di giocare e scartare ecco quello era un grandissimo maestro…non è un caso che all’estero è tutto diverso, per esempio questi grandi giocolieri francesi cresciuti nelle banlieu….che ancora crescono per strada….”.

Degno di nota è anche l’intervento dello storico Mago di Meda, Mario Favini: “ho sempre creduto che il ragazzo tecnico è quello che ha più probabilità di diventare calciatore. Quello che da del tu alla palla. Ci sono pochi elementi di qualità importanti…. ci sono buoni giocatori ma nessun grande giocatore in nazionale”.

Concludiamo con una frase di Antonio Cassano: Cassano: “Riguardo il settore giovanile in questi anni qua va detto che pochissima gente ci si dedica seriamente….Calcio giocare a calcio, giocare a calcio bisogna fare questo e basta”.

Giocare, giocare a calcio. Ma giocare. Si ricercano continuamente metodologie, insegnamenti sempre più camuffati dalle frasi “a favore dei ragazzi” , “che mettano al centro i giovani”, modalità che permettano senza renderlo palese, di scovare precocemente i talenti.

Ma la situazione ben descritta in questa puntata su Rai 2, non smetterò mai di dirlo, necessita di una profonda riflessione da parte degli addetti ai lavori, un radicale cambio di mentalità e l’acquisizione di una profonda consapevolezza inevitabilmente legata alla comprensione che la direzione imboccata da tempo non sia quella giusta.

Senza di questo il nostro movimento continuerà a mettere toppe qua e la senza andare a risolvere i problemi alla radice.

 

 

 

 

 

 

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Commenti (2)

  • Penso che l’ultimo talento rimasto, a parte Insigne, sia il buon Giovinco, costretto ad emigrare in Canada per poter “giocare” a Calcio. L’ho visto giocare dal vivo solo una volta, due anni fa, Italia – Norvegia, qualificazioni europee. E’ entrato per mezz’ora nella ripresa sul risultato di 0-1. Beh, l’Italia ha vinto per 2-1 e si è qualificata. Ha giocato in modo strepitoso eppure il giorno dopo tutti a esaltare il gioco di Conte che non lo ha neanche portato agli Europei, preferendogli i vari Zaza e Pellè, Eder e Thiago Motta, ecc.. che con tutto il rispetto per questi ottimi professionisti non arrivano neanche lontanamente alle capacità tecniche della Formica Atomica.
    Ci scordiamo sempre che nell’ultimo campionato del mondo che l’Italia ha vinto, nel 2006, erano in campo, anche contemporaneamente, giocatori del tipo Del Piero e Totti. Oggi sarebbe ancora possibile?
    Infine uno spunto di riflessione. E’ vero che come dice Cassano oggi la serie A è noiosa. Almeno nella maggior parte delle partite. E’ pur vero però che più della metà dei giocatori che si vedono in campo sono stranieri. I calciatori italiani diventano sempre più rari in serie A. Per non parlare dei portieri titolari delle prime 5 squadre della serie A. Fatto salvo Buffon, che comunque è stato già sostituito da un portiere straniero dal prossimo anno. Quindi oltre i fantasisti stanno scomparendo anche i portieri. Forse tra qualche anno, quando non si andrà più ai Mondiali, queste domande se le porranno anche gli addetti ai lavori.

  • Concordo con Ancelotti e con Zola, il calcio è cambiato, diventando più veloce ed atletico, e questo rende più difficile l’emergere della tecnica pura del solista di una volta.
    Sottolineo anche, però, che è forse in virtù di questo cambiamento che avere “piedi buoni” è fondamentale per resistere al pressing avversario, e nei fatti (come avevo scritto in un post precedente) si vedono sempre più difensori che sanno impostare e non solo “accarezzare” le caviglie degli avversari, come una volta: meno singoli “giocolieri”, più qualità media equamente distribuita tra i reparti.
    Questo, almeno, ad alto livello.
    Rimproveri a Cassano: genio e sregolatezza, se andavano già poco bene 30 anni fa, ora, in un calcio sempre più organizzato e dove la differenza la fanno i dettagli, vanno ancora meno bene.
    Giovinco? Onestamente l’ho sempre visto come un giocatore che aveva, di certo, piedi buoni, ma mancava di tutto il resto: fisico, personalità, carisma,capacità di reggere le pressioni ad alti livelli..

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