Europeo Italia U19: Non è Tutto Oro Quel Che Luccica

Un’estate calda e ricca di spunti.

Iniziamo con il fare un breve appunto sul Campionato Europeo U19 che ha visto l’Italia tra le protagoniste della fase finale Elite.

L’Italia fa il suo esordio nella competizione contro la Norvegia. Gli undici azzurrini titolari per questo primo match hanno un’altezza media di 186 cm. 186! 1 – 8 – 6 eravamo più alti della popolazione maschile media di un paese scandinavo!

Talenti è il termine giusto per definire questi ragazzi? Non lo so, ma qualcosa mi dice che non è proprio il più appropriato.

La finale la giochiamo contro il Portogallo, scendiamo in campo con una media altezza di 185,54 ( ricordo che l’altezza di tutti i giovani italiani convocati per il torneo era di 183,50, un’enormità).

Questa partita è l’emblema di due movimenti calcistici,  e ci sottolinea le vere differenze.

Cosa balza subito agli occhi? che da una parte troviamo una squadra, degna di essere chiamata squadra, tanta attenzione ed applicazione tattica, molto fisica, coesa e cooperativa, tutti bravi, l’Italia. Dall’altra parte c’è un insieme di individualità aggregate e messe in campo, con un ingranaggio poco fluido, tanti limiti e lacune ma con una qualità tecnica individuale davvero notevole, tantissimi giovani non prestanti fisicamente che azione dopo azione divertono e si divertono, il Portogallo.

Ora non voglio dare giudizi e lascio a voi il tempo di riflettere quale dei due percorsi descritti sia il percorso giusto da portare avanti con i giovani e quale dei due movimenti avrà un futuro roseo.

Ah quasi dimenticavo, ovviamente stampa e addetti ai lavori hanno elogiato a più riprese il traguardo della finale collegando quanto fatto, con un futuro roseo per il movimento, già che ci sono faccio emergere un’ulteriore spunto di riflessione: sono all’incirca dieci anni  (da quando il Club Italia è diventata una vera e propria organizzazione “moderna”) che l’Italia giovanile compete ai massimi livelli e convince durante le manifestazioni internazionali, cosa che in passato, in tutta la sua storia,mai aveva fatto, questo non fa sorgere qualche dubbio riguardo al lavoro svolto dal Club Italia?

Breve articolo, lunghe riflessioni.

Ci sono state novità ed incontri importanti quest’estate ve ne parlerò a giorni. Sono nuovamente operativo

Tag: , , , ,

Comment

  • Ciao Daniele, bentornato!
    Da buon Italiano spero sempre di essere smentito, naturalmente, ma non ho dubbi sul fatto che nessuno di questi ragazzi ( a parte Kean, magari) diventera’ un campione di livello internazionale.
    Magari lo dico semplicemente per stanchezza, stufo di leggere e sentire commenti di addetti ai lavori che parlano di “prospetti interessanti” che poi finiscono, al massimo, in una squadra di centroclassifica.
    L’ Under 21 del 2013, a parte Immobile e Insigne, e’ praticamente sparita, e di essa si diceva un gran bene.
    Ma quanto vale veramente far bene a livello giovanile?
    Con Cesare Maldini in panchina, tra gli anni 90 e il 2000, ci siamo portati a casa 4 titoli europei, ma avevamo giocatori come Bonomi, Favalli, Marcolin e Orlandini, di cui credo si ricordino in pochissimi.
    Grinta e applicazione tattica, appunto, che a livello giovanile magari fanno la differenza, ma nel Calcio dei grandi…
    Va beh, speriamo di fare una figura almeno decorosa in Nation League, ma onestamente non mi stupirei se finissimo ultimi: non siamo piu’ forti ne’ della Polonia ne’ del Portogallo, e siamo pure un cantiere aperto.
    Spero che questo tuo periodo di assenza ti abbia fornito degli spunti.
    Ancora buon lavoro!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *