Il coraggio di parlare. Lealtà, schiettezza ed onestà: Damiano Tommasi

Nei giorni più cupi che il movimento calcistico italiano abbia mai vissuto nella sua storia recente, quando tutti cercano alibi e scuse tentando di sotterrare tutto dietro il nome di un allenatore  blasonato, l’Ancelotti di turno per capirsi, c’è un uomo che non abbassa la testa, non si china al potere, anzi, sbatte in faccia a tutti la verità, senza paura.

Damiano Tommasi (presidente AIC), ai tifosi giallorossi conosciuto come “anima candida della Roma”,  e’ e dev’essere l’uomo simbolo di un cambiamento, di una rivoluzione strutturale , culturale e calcistica. Una guida. Il simbolo di una rinascita. L’unico che ci sta mettendo davvero la faccia, per amore e rispetto verso questo gioco calpestato, sfruttato e poi svilito. L’unico che non ha paura di raccontare la verità, anche se scomoda.

Tommasi ieri, ospite di Diego Bianchi a Propaganda live, ha puntato i riflettori non sul sostituto di Ventura come la maggior parte degli addetti ai lavori sta facendo in questi giorni, ma sulla non più rimandabile necessità di costruire un nuovo percorso, stabilire una nuova programmazione partendo dalle radice, il movimento giovanile. Un progetto a medio-lungo termine aldilà di chi sarà il nuovo CT (ultima pedina di un intero movimento).

Insomma ha parlato di quei temi che coloro che si trovano al comando del sistema non vogliono affatto prendere in considerazione. Reputano scomodi.

Capiamoci bene, il Presidente Tavecchio e tutta la sua combriccola, ci stanno prendendo per i fondelli, a tutti dal primo all’ultimo. Damiano sempre a propaganda live ha raccontato benissimo come sono andate le cose durante il recente vertice federale. Appena seduto Tavecchio ha iniziato a parlare di quanto buono era stato fatto fino a quel giorno, mi viene spontaneo pensare abbia sventolato i CFT ed iniziative simili, con l’appoggio di tutti i rappresentanti, tranne Damiano che subito aveva intuito la grande sola in atto, “l’operazione insabbiamento”. Tavecchio ed Ulivieri, sono arrivati al punto di dire che la qualificazione al mondiale 2018 non era nel programma federale, lasciando intuire che quindi non si trattasse di vero e proprio fallimento… Su questa frase sono crollato, cosi come credo sia successo a Tommasi in sede, che ha abbandonato la riunione anzitempo. Aveva già capito tutto. Gli è bastato poco tempo, per avere un’idea chiara e nitida.

Ora veniamo a noi. Apriamo gli occhi, è in atto un’azione volta a sotterrare tutto il marcio del calcio italiano sotto ad un nome forte come appunto quello di Carlo Ancelotti, vogliono far calmare le acque, vogliono far scivolar via tutto come se niente fosse. Penseranno “tanto siamo in Italia, tutto ci è concesso e nessuno si ribella”.

Paolo Condò due giorni fa a Sky Sport 24, ha parlato di un futuro roseo del movimento grazie allo splendido lavoro fatto da A. Sacchi prima e M.Viscidi poi con le nazionali Under. Sono caduto dal divano, mentre ascoltavo queste parole. Cadiamo sempre più nel tranello del risultato e del piazzamento della squadra giovanile. Ma nessuno mai si è preso la briga di analizzare con chi si scende in campo per rappresentare l’Italia. Con i ragazzi che possono sfruttare dei vantaggi psico-fisici momentanei. I nati prima e/o con una maturità avanzata. E non con i più forti e talentuosi “calciatorini” italiani. Ce li ricordiamo i dati delle nazionali Under che ho analizzato si? Allora di cosa stiamo parlando?

Chissà i migliori e reali talenti a che età sono stati fatti fuori, quando è avvenuta la discriminazione che li ha dirottati verso un precoce abbandono della pratica sportiva, da parte di  questo cieco ed irresponsabile movimento senza più avere la possibilità di rientrare nel “giro”?

Proviamo ad indovinare, nelle categorie piccoli amici, pulcini o esordienti?

Sono senza vergogna!

Dobbiamo tutti prendere spunto da D. Tommasi, avere il coraggio di raccontare le cose come stanno, di far venire a galla i reali problemi del movimento, che non sono affatto soltanto gli errori tattici di Ventura. Magari fosse quello il problema.

I reali problemi li stiamo conoscendo da tempo, e chi segue questo blog sa benissimo che parlare di problemi all’apice di un sistema è la cosa più sciocca che si possa fare. Non mi stancherò mai di dire che i reali problemi risiedono alla base, nelle fondamenta del movimento nel lavoro quotidiano svolto con bambini e ragazzi. Nelle inconcepibili modalità di selezione e nelle metodologie incentrate sugli “allenatori” che puntualmente allontanano i più giovani dal formatore più esperto il gioco. Il gioco libero.

Sto lavorando per proporre un progetto iniziale su cui poter ragionare insieme a degli addetti ai lavori, con mente lucida, persone brillanti e coraggiose con sana voglia di cambiare le cose, come Tommasi.

Ce la possiamo fare,  Ma niente può smuoversi, nessuna idea di noi nuove generazioni potrà essere mai accolta o proposta, se prima non si scardina l’attuale ed antico movimento.

Scardiniamolo!

Concludo con una frase di D. Tommasi, di ieri sera: L’unica strategia è quella di azzerare la dirigenza federale perché è l’unico modo per partire dal punto 1..2..3..Se non si parte dal punto zero si partirà zoppi!

10 100 1000 Damiano Tommasi!

Cambiamo le cose!

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