Assenza Giustificata

Come quando ero piccolo e la maestra/professoressa ti chiedeva la giustificazione dopo un’assenza prolungata o la presenza di compiti non svolti, oggi mi trovo nuovamente a scrivere ma con in mano la mia giustificazione auto-firmata.

E’ successo tanto in queste settimane nel calcio italiano, ma forse sempre troppo poco. Fabbricini, Malagò, Costacurta, Clarizia, Nicoletti, Corradi…Il commissariamento e questi 6 mesi circa per ridare credibilità e fondamenta solide al movimento. Ce lo auguriamo. Ma la paura è molta. Ad oggi sembra che l’unica cosa che conti sia il nome del CT della nazionale, quando quello dovrebbe essere soltanto la ciliegina sulla torta finale. Ma il popolo chiama a gran voce e allora bisogna dare il biscotto, il contentino….nella mente italiana c’è questo accostamento: Ottimo CT = ottima nazionale….peccato che la nazionale siano i giocatori, quindi imperativo è trovare il modo di portarci i migliori in questa futura nazionale sennò le cose possono solo che peggiorare e non ci saranno Conte, Ancelotti o Mancini che tengano…

Dopo la mancata elezione di Damiano Tommasi per il quale non mi nascondo dal dire che ho fatto un tifo sfegatato, la delusione era tanta, troppa. Sono stati per me giorni difficili dal punto di vista emotivo.

Sentirsi parte integrante di una Nazione che quando c’è da girare le spalle al nuovo, non è seconda a nessuno, fa male, come fa male avere giornalmente la sensazione che quello che tu vuoi trasmettere, quello che stai portando avanti con passione, ciò in cui credi fermamente non venga preso in considerazione, con l’importanza che tu sei sicuro serva da parte degli addetti ai lavori più blasonati e rinomati.

Negli ultimi giorni ho iniziato un paio di progetti per tentare di far emergere i problemi che a mio parere sono alla base di questo fallimento calcistico italiano, che ricordiamoci sempre e quotidianamente, non è una tappa conclusa e finita, ma è un processo in continuo avanzamento, che va velocemente frenato ed invertito.

Ho avuto modo di parlare con Maurizio Marchesini ( responsabile nazionale CFT) il quale dopo la nostra chiacchierata faccia a faccia,  mi ha invitato a due incontri svolti alla Luiss Guido Carli di Roma, il primo con tutti i responsabili dei settori giovanili di Serie A e B, ed il secondo, con i responsabili dei settori giovanili di Lega Pro.

Erano presenti anche esponenti della FIGC, dal presidente Vito Tisci  a M. Viscidi, sono state giornate emozionanti. Il mio ruolo? Parlare a tutti di quanto sta succedendo nel movimento giovanile italiano, che automaticamente si riflette nel calcio dei grandi. Per questioni di tempo mi è stato dato spazio soltanto nel secondo incontro (Lega Pro), la foto copertina è proprio di quel giorno.

Senza peli sulla lingua, senza paura e con tanta voglia di cambiare le cose ho esposto la realtà parlando di fatti, dati e creando collegamenti meticolosi con ogni singolo argomento. In Italia per la prima volta si è parlato  profondamente del Relative Age Effect e tutto ciò che ad esso è visceralmente collegato.

Un ulteriore passo verso il tentativo di cambiare le cose. E’ la mia ambizione , è il mio sogno, è la mia vita ormai e ce la sto mettendo tutta.

Le reazioni al mio discorso sono state le tipiche reazioni di chi si approccia per la prima volta agli argomenti, vedendo soltanto la parte più superficiale senza riuscire a collegare il tutto, ma va bene cosi, ci vuole tempo.

Ora scappo che devo mettermi a lavorare sull’articolo scientifico. Si siamo vicini a questo obiettivo.

Un’appunto che volevo fare è: se si fosse votato per le elezioni della FIGC coinvolgendo anche il popolo italiano come nelle elezioni politiche, Tommasi avrebbe sbaragliato la concorrenza. Il calcio Italiano è una casta, chiusa nel suo guscio. Dobbiamo trovare il modo di aprire il guscio ed entrarci tutti! ogni persona con idee fresche e che ama questo gioco deve fare la sua parte. Sennò i nostri figli rischieranno di non veder mai una Nazionale italiana vincente, divertente, competitiva. Cambiamo il calcio.

A presto.

 

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Commenti (4)

  • Ciao, Daniele, bentornato!
    Seguo sempre volentieri ciò che scrivi e..beh, anch’i, senza la pretesa di fare lavori scientificamente inappuntabili in un campo che non è il mio, mi sono permesso di iniziare un lavoro di ricerca sull’argomento RAE.
    E’ un lavoretto limitato nel tempo e nello spazio, di cui ti farò cenno in questo periodo, non appena lo avrò completato.
    Ti anticipo solo che, mentre tu mi sembri concentrato sull’aspetto “a monte”, io sono voluto andare, per così dire, “a valle”, pur mantenendomi nell’ambito del calcio giovanile (Under 23, per la precisione).
    A presto e buon lavoro!

    • Grandissimo Carlo,

      se poi vorrai lo possiamo pubblicare qui nel blog.

      Io in questo periodo sono davvero a testa bassa, sovraccarico di lavoro quotidiano. Sto lavorando molto nel tentativo di portare in FIGC una nuova visione, che vede le tematiche fungere da guida…

      A presto Carlo

      buon lavoro e buona giornata

  • Caro Daniele, buonasera.
    Come promesso, ti rendo partecipe della ricerca di cui ti avevo parlato.
    Muovendomi sui tuoi passi ho pensato di fare un’indagine allargando il campo del RAE anche al di fuori dei nostri confini, e per far questo ho scandagliato a fondo i convocati dell’ultimo Europeo Under 21 di categoria, giocato l’anno scorso in Polonia, prendendo in esame le 4 finaliste; a queste ho deciso di aggiungere il Portogallo, perché la ritenevo (e la ritengo tuttora) una delle migliori realtà europee in questo ambito, e che si è trovata secondo me ingiustamente eliminata da una formula bislacca (ripescare le migliori 2 seconde dei 3 gironi tale è, secondo me, soprattutto se la prima del tuo girone si chiama Spagna!).
    Un lavoro ristretto nel tempo e nello spazio, che non ha certo la pretesa di essere esaustivo.
    Un lavoro che guarda “a valle” della realtà giovanile, perché – è la tesi di chi mette in dubbio il peso del RAE- alla lunga la selezioni dei “più pronti” dovrebbe diventare sempre più marginale, consentendo, per così dire, agli esclusi per ragioni anagrafiche di rientrare in gioco successivamente.
    Un lavoro che prende in esame un torneo tra i più importanti a livello di calcio giovanile (assieme al Mondiale Under 20 e ai Giochi Olimpici), e che segna senza dubbio il definitivo trampolino di lancio verso il Calcio professionistico vero e proprio.
    Procedendo nella raccolta dei dati, poi, mi sono permesso di fare un’ulteriore suddivisione tra gli atleti, visto e considerato che si va dai più giovani (classe ’98) a quelli che sono ormai sulla soglia dei 23 (classe ’94): un lasso di tempo troppo ampio, nel quale è ragionevole supporre che i primi siano ancora troppo ragazzi (anche se Donnarumma sembra contraddire la tesi), mentre i secondi sono ormai giovani adulti, e sicuramente più accostabili a quelli a cui uno come Di Biagio presterebbe maggiore attenzione.
    I dati sono desunti dal sito ufficiale dell’UEFA, per quanto riguarda i convocati ufficiali, da Wikipedia per i dati anagrafici, da Transfermarkt per un controllo incrociato di questi ultimi (spero che non ci siano errori, ma le fonti complessivamente concordano tra loro
    Sulla base dei dati, i giocatori sono stati divisi per trimestre e per semestre.
    Per completare il lavoro, ho poi deciso anche fotografare la situazione attuale, rilevando cioè quanti siano,in entrambe le sottocategorie, i calciatori che giocano in 1 divisione nei maggiori tornei europei (a spanne, diciamo, Spagna, Inghilterra, Germania, Italia, Francia Portogallo, Russia. Un giocatore tedesco gioca nel Panathinaykos, e penso di non allargarmi se l’ho considerato un giocatore di 1° Divisione).
    D’accordo che c’è una differenza tra giocare, per fare un esempio, nello Swansea o nel Real Madrid (impressionante,a questo proposito il numero di Spagnoli che militano in club che in questi anni si sono fatti notare a livello europeo, come Real, Atletico Madrid, Barcellona, Siviglia..), ma possiamo comunque considerare già un buon punto di arrivo trovarsi a questi livelli attorno ai 20 anni.

    Questo è il quadro generale:

    NAZIONE Q1 Q2 Q3 Q4 1 sem 2 sem % in 1 Div.
    ITALIA 30,0% 30,0% 22,0% 17,0% 61,0% 39,0% 91%
    SPAGNA 39,1% 26,1% 17,4% 17,0% 65,2% 34,8% 100%
    GERM. 34,8% 30,4% 30,4% 4,3% 65,2% 34,8% 91,30%
    INGH.. 30,4% 21,7% 17,4% 30,4% 52,2% 47,8% 60,87%
    PORT.. 26,1% 30,4% 26,1% 17,4% 56,5% 43,5% 86,96%

    Questo è il quadro dei più giovani:

    NAZIONE Q1 Q2 Q3 Q4 1 Sem. 2 Sem % su tot %1 Div
    ITALIA 25% 37,5% 0% 38% 62,5% 37,5% 34,8% 87,5%
    SPAGNA 37,5% 50,0% 12,5% 0,0% 87,5% 12,5% 35,0% 100,0%
    GERM. 42,9% 14,3% 28,6% 14,3% 57,2% 42,8% 30,4% 85,7%
    INGH. 0,0% 20,0% 0,0% 80,0% 20,0% 80,0% 21,7% 80,0%
    PORT. 42,9% 14,3% 28,6% 14,3% 57,1% 42,9% 30,4% 71,4%

    E questo è il quadro dei più maturi:

    NAZIONE Q1 Q2 Q3 Q4 1 Sem. 2 Sem. %tot % 1 Div.
    ITALIA 33,0% 27,0% 40,0% 0,0% 60,0% 40,0% 65,2% 93%
    SPAGNA 40,0% 13,3% 20,0% 26,7% 53,3% 46,7% 65,0% 100%
    GERM. 31,3% 37,5% 31,3% 0,0% 68,8% 31,3% 69,6% 93,75%
    INGH.. 33,3% 22,2% 22,2% 22,2% 55,6% 44,4% 78,3% 55,56%
    PORT.. 18,8% 37,5% 25,0% 18,8% 56,3% 43,7% 69,6% 93,75%

    In generale

    1) Il RAE esiste, magari non nei numeri sconfortanti delle tue ricerche “a monte”, ma c’è
    2) E’ un fenomeno che riguarda anche altri Paesi, e noi non siamo proprio i peggiori: meglio l’Inghilterra e il Portogallo, ma un po’ peggio le 2 finaliste Germania e Spagna.

    Tra i più giovani:
    1) Siamo in una situazione leggermente sopra la media,comunque ben meglio della Spagna (che ha anche uno sconfortante 0% nell’ultimo trimestre!), sicuramente lontani dall’Inghilterra, che però ne ha convocati sensibilmente meno di noi.

    Tra i più maturi:
    1) Siamo sopra la media, scontando anche noi uno 0% all’ultimo trimestre, ma non va proprio così male. Basti pensare alla Germania (anche lei a zero tra ottobre e dicembre).

    Valorizzazione dei più giovani
    E’ il dato che emerge dalla percentuale dei giocatori più adulti sul totale, e più è bassa e più vuol dire che i selezionatori vogliono dare spazio alle nuove leve: qui la Spagna si dimostra la migliore,ma noi siamo dietro per un ‘inezia (65,2% a 65%); molto distante l’Inghilterra, come avevo già premesso.
    Futuro
    La grande maggioranza dei giovani esaminati gioca attualmente in club professionistici di primo livello, con la Spagna che fa “percorso netto” ( e nel modo che ho già spiegato sopra), ma noi non siamo così lontani, guadagnando la seconda piazza tra i più giovani.
    Lontana l’Inghilterra, con un imbarazzante 55% circa tra i suoi giovani più maturi.
    Lascio a te e ad altri ulteriori considerazioni statistiche che potresti trovare interessanti, anzi, se desideri ti posso inviare via email l’intero foglio dati Excel da me elaborato, che contiene anche i nomi dei giocatori, età anagrafica e nome del club in cui militano.
    Mia considerazione personale, invece, da questa indagine non emerge un problema RAE particolarmente accentuato in Italia rispetto ad altri Paesi.
    C’è, per carità, e va comunque risolto.
    Ma forse i nostri problemi attuali sono figli di qualche altro elemento, incluso quello delle metodiche di preparazione di cui tu stesso hai già parlato in precedenti post.
    Spero di averti dato qualche spunto.
    A presto!

  • Oops, non riesco a formattare bene i dati della tabella, e sì che ero stato attento a mettere tutto in colonna..
    Le prime 4 sono i trimestri, poi la divisione in primo e secondo semestre, la percentuale di convocati sul totale (per le sottocategorie) e la percentuale di giocatori di 1 Divisione
    Cmq, se ti serve, ti ho già detto che posso mandarti l’intero foglio Excel.
    Ancora saluti e buon lavoro!

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